Il vino Carignano del Sulcis Doc
iconosciuto nel 1977 come vino a Denominazione di Origine Controllata, il Carignano del Sulcis DOC è prodotto in Sardegna. La denominazione comprende vini rossi e rosati ottenuti dal vitigno Carignano, coltivato nell’area sud-occidentale dell’isola. L’origine di questo vitigno è incerta: secondo alcuni studiosi sarebbe giunto in Sardegna grazie ai Fenici, durante le loro lunghe rotte commerciali nel Mediterraneo; secondo altri, invece, sarebbe arrivato più recentemente dalla penisola iberica. È infatti molto probabile che questa varietà, ricca di carattere, sia stata introdotta in Sardegna e in Provenza dalla Spagna orientale. Il Sulcis è la zona costiera situata di fronte alla città di Sant’Antioco, fondata dai Fenici e originariamente chiamata Solki, da cui deriva il nome della regione.
a denominazione Carignano del Sulcis DOC comprende anche l’isola di Sant’Antioco, collegata alla terraferma da una strada rialzata e da un ponte. Sull’isola si coltiva un numero considerevole di vigneti, in particolare nella zona nord-orientale, compresa tra le città di Sant’Antioco e Calasetta. Qui, l’estremità settentrionale del Golfo di Palmas separa l’isola dalla Sardegna, mentre la vicinanza del mare garantisce le brezze che rinfrescano i vigneti più meridionali dell’isola. Alla latitudine di 38° nord, il Sulcis rappresenta una delle regioni viticole più meridionali d’Europa. Il Carignano del Sulcis DOC può essere prodotto in uno o più dei 17 comuni specificati nel disciplinare. L’area di competenza della denominazione si estende nel territorio dell’ex provincia di Cagliari, in particolare intorno a Teulada, anche se la gran parte delle uve proviene dal Sulcis stesso.
Regione storica del Sulcis:
Comuni: Calasetta, Carbonia, Carloforte, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant'Anna Arresi, Sant'Antioco, Teulada, Tratalias, Villaperuccio.
vini della denominazione, rossi e rosati, sono disponibili anche nelle tipologie riserva, superiore, novello e passito. La superficie di coltivazione si estende su circa 1700 ettari ma, nonostante la limitata diffusione, il Carignano può ritenersi con certezza uno dei vini più importanti e prestigiosi dell ’enologia sarda. I vini Carignano del Sulcis riserva vengono sottoposti a due anni di invecchiamento, di cui almeno sei mesi in bottiglia, requisito ridotto a tre mesi per i vini rossi base. La tipologia superiore deve essere ottenuta da uve coltivate su vitigni allevati con il tradizionale metodo ad Alberello Latino. La tipologia rosato e il novello possono avere un titolo alcolometrico svolto di 11% in volume, rispetto al 12,5% delle altre tipologie. Il passito deve essere ottenuto da uve appassite naturalmente e pigiate tra il 10 ottobre e il 31 marzo successivo alla vendemmia. Inoltre, il passito deve aver subito un invecchiamento di almeno nove mesi (a partire dal 1° maggio dopo la raccolta), di cui tre mesi in bottiglia. Il contenuto alcolico minimo deve essere del 16% in volume.
osa aspettarvi nel bicchiere? E’ uno dei pochi vitigni a piede franco ad essere coltivato ancora con il metodo tradizionale ad alberello, ed è probabilmente l'unico in grado di resistere alla forte salsedine che arriva dal mare, al vento di Maestrale e alle scarse precipitazioni, grazie ai terreni sabbiosi in cui affonda le radici in maniera profonda. Le difficoltà che deve incontrare e la forte esposizione solare arricchiscono gli acini di aromi unici. Le basse produzioni per ceppo conferiscono al vino vigore e ricchezza in estratto e profumi. Dal perfetto equilibrio tra il clima, il terreno e questo elegante vitigno nasce un vino di colore rubino intenso tendente al granato, dai profumi caldi e avvolgenti di prugne e marasche, spezie dolci e cioccolato, liquirizia e pepe nero. All’assaggio è aristocratico ed equilibrato con tannini morbidi di rara eleganza. Un rosso che dà soddisfazione al palato, corposo e ampio ma allo stesso tempo vellutato. La temperatura di servizio è di 18°C, servitelo con piatti ricchi a base di carne come lasagne o pasta al ragù, ma anche arrosti, brasati, selvaggina o formaggi a media e lunga stagionatura. Se preferite un vino più leggero, scegliete il Carignano in versione rosé: servitelo fresco con primi a base di pesce o ragù di carne bianca o provatelo con il tonno fresco scottato in padella.

